Bologna 03/11/2010
Domattina si parte per la Nuova Zelanda. In due come in Finlandia nel 2003, o in Canada nel 2005, io e l'amico Stefano, due compagni di viaggio ormai collaudati, con il comune gusto per la vacanza in territori dove la natura regna incontrastata, senza fare cose da avventura estrema ma, per intenderci, lontani anni luce entrambi dal concetto di vacanza in un villaggio turistico.
Anche in questa occasione l'organizzazione è stata completamente fai da te (speriamo di non dovere dire "ahi, ahi, ahi" come nella ben nota pubblicità...), prenotazione dei voli, dell'auto, e scelta degli itinerari e dei pernottamenti.
Ormai sarebbe anche ora di pensare di chiudere la valigia, ma sono ancora alle prese con il conteggio dei calzini e degli slip da portare e a lottare col peso come un pugile che deve rientrare nella propria categoria il giorno prima dell’incontro. Vorrei ridurre il peso del bagaglio a 20 Kg, per non incappare in sovrattasse, ma devo ancora escogitare come…
Cosa togliere, cosa lasciare? Togli e metti, sono ormai un esperto dei pesi di scarpe e maglioni…
Il programma del viaggio l’abbiamo pianificato con cura, sappiamo cosa fare e cosa vedere nei diversi posti, a questo punto ci serve l’aiuto del tempo meteorologico per rispettarlo. Siamo consapevoli che diverse attività all’aperto salteranno in caso di maltempo, vorrà dire che ce ne faremo una ragione e ci godremo al meglio le attività sostitutive. Del resto, nel nostro primo viaggio insieme in Finlandia, una delle peculiarità fu quella di improvvisare, e non ci manca neppure stavolta l’entusiasmo per farlo, anche se la meta è così lontana.
Per ora la storia di questo viaggio è ancora tutta da scrivere.
Per ora la storia di questo viaggio è ancora tutta da scrivere.
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